Attività di ricerca

Attività di ricerca

I suoi interessi di ricerca si sono inizialmente orientati alla storia economica del Friuli tra XVIII e XX secolo. Si è dedicato al settore primario, compiendo vari studi sulla natura e la distribuzione dei terreni, le colture e le tecniche agrarie, i prezzi e i livelli di produzione, l’andamento della rendita fondiaria e del profitto agrario. Si è occupato degli assetti fondiari e delle forme di conduzione nella Bassa friulana. A tal fine si è avvalso principalmente del Catasto austriaco. Di esso ha utilizzato non solo i prospetti riepilogativi, ma anche i registri del Censo stabile e i fascicoli degli Atti preparatori, dei quali ha effettuato uno spoglio analitico, rilevando per ciascuna delle oltre 60.000 particelle (circa 80.000 ha) le caratteristiche distintive e registrando le trasformazioni intervenute nella composizione fondiaria e nei lineamenti del paesaggio rurale tra la metà dell’Ottocento e la prima guerra mondiale. Sempre in riferimento alla Bassa friulana ha studiato l’azienda agraria della famiglia Michieli, proprietaria di vasti possedimenti nel Latisanese, documentando il modus operandi della borghesia agraria friulana e le condizioni di sostanziale staticità di un sistema di conduzione legato all’autoconsumo, alla promiscuità colturale, alla conduzione indiretta dei terreni, al piccolo possesso fondiario.

Ha svolto ricerche sulla nascita e lo sviluppo dell’industria elettrica in Carnia, con specifico riferimento alla Società elettrica cooperativa Alto Bût (Secab), la prima società friulana per la produzione e distribuzione di energia idroelettrica strutturata in forma cooperativa. Di essa ha considerato (e documentato) non solo la peculiarità della forma giuridica, la longevità, la stretta aderenza col territorio e l’apporto fornito allo sviluppo e all’integrazione socio-economica dell’alta valle del But, ma anche il fatto che la Secab fu una delle pochissime ‘realtà’ elettriche che nel ventennio fascista uscirono indenni dall’assalto monopolizzatore della Sade. Ha inoltre messo in luce le profonde trasformazioni avvenute nel mercato elettrico friulano nei primi decenni del Novecento, il ruolo svolto dalle piccole imprese e i problemi tecnici connessi alla produzione e al vettoriamento dell’energia.

Si è occupato pure dello sviluppo del comparto meccanico friulano nel secondo dopoguerra, compiendo ricerche sulla Danieli di Buttrio, leader mondiale nella costruzione di laminatoi e minimill. Tale società, pur essendo radicata in un contesto economico tradizionalmente vocato all’agricoltura, è riuscita a imporsi a livello mondiale, coniugando efficacemente la tradizione artigianale alle spiccate capacità innovative. Sempre in riferimento al secondario, ha svolto ricerche sulla nascita dell’industria cementiera in Friuli, documentando l’iniziativa di dar vita in Carnia nel 1917 a una società cooperativa per la produzione di cemento. Tale iniziativa presenta alcuni tratti originali nel panorama industriale italiano sia per il contesto economico e il periodo storico in cui si colloca, sia per la soluzione cooperativistica, sia, infine, per il significativo apporto in termini di innovazione tecnologica, che si esprime nel proposito di giovarsi dell’energia elettrica durante il processo di cottura e le diverse fasi del ciclo di produzione, anticipando soluzioni tecniche e organizzative le quali, solo più tardi, troveranno applicazione nell’industria del cemento.

Ha svolto inoltre ricerche su aspetti e problemi dell’alimentazione contadina in Friuli, studiando alcune patologie derivanti da situazioni di iponutrizione, da difficoltà metaboliche o da scompensi provocati da eccesso di carboidrati e scarsità di proteine e grassi, oltre che da gravi carenze igieniche. Tale indagine è stata condotta utilizzando le carte inesplorate dell’Archivio storico dell’Ospedale della fortezza di Palma (1647-1914).

I suoi interessi scientifici si sono estesi al comparto assicurativo, con speciale riguardo alle forme cooperative. A tal fine ha studiato, giovandosi dell’inesplorato archivio storico privato, la Carnica assicurazioni, una delle prime società friulane operanti in questo ambito.

Sta inoltre conducendo degli studi sugli effetti economici della svolta protezionista del 1887 e della conseguente guerra commerciale italo-francese. I primi risultati di tale lavoro sono stati esposti al Convegno internazionale di studi, promosso dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e dall’Ecole Normale Supérieure de Paris, su L’Italia, la Francia e il Mediterraneo nella seconda metà dell’800, tenutosi a Venezia dal 30 novembre al 2 dicembre 2006. Sempre in quest’ambito si è occupato del movimento della navigazione nei porti del Regno d’Italia dall’Unità alla prima guerra mondiale e del problema della marina sovvenzionata. Sull'argomento ha presentato, assieme al prof. Paolo Pecorari, un contributo su La marina commerciale italiana: rotte e mercati dall'Adriatico all'Oceano Indiano, Convegno internazionale di studi su Il ministero Luzzatti, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Roma, Senato della Repubblica, 26 ottobre 2011. Recentemente ha pubblicato nella collana di Studi della Deputazione di Storia patria per le Venezie la monografia Il leone ferito. Venezia, l'Adriatico e la navigazione sussidiata per le Indie e l'Estremo Oriente (1866-1914), Roma, Viella, 2014, pp. 275.

Negli ultimi due anni, assieme a Paolo Pecorari, si sta occupando della crisi del sistema di gold standard e dei meccanismi di cooperazione tra banche centrali. I primi risultati della ricerca sono stati illustrati in una nota su Luigi Luzzatti e il ritorno all’oro, presentata nel 2015 con Paolo Pecorari al Convegno su Luigi Luzzatti e la Grande guerra, organizzato dall’Istituto veneto di Scienze, lettere ed arti, Venezia.

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